La rete di trasporto
Il backbone di una rete TLC è la parte ad alta capacità dell'infrastruttura, che trasporta il traffico aggregato tra le città e i nodi principali. In Italia è composto principalmente da anelli in fibra ottica che percorrono i principali corridoi infrastrutturali del paese, spesso in prossimità di autostrade, ferrovie o reti di distribuzione dell'energia.
I principali operatori di rete (TIM, Fastweb, Open Fiber, Colt, Tiscali e altri) gestiscono ciascuno la propria infrastruttura di backbone, talvolta condividendo cavidotti o tratte.
Il MIX: Milan Internet Exchange
Il MIX (Milan Internet Exchange) è il principale punto neutro di scambio del traffico Internet in Italia. Situato a Milano, permette agli Internet Service Provider, alle reti content delivery e agli operatori di cloud di interconnettersi direttamente, scambiando traffico senza dover transitare su operatori terzi.
La concentrazione degli Internet Exchange Point nelle grandi città fa sì che Milano sia il nodo di rete più rilevante del paese, con connessioni verso i principali IXP europei (LINX a Londra, AMS-IX ad Amsterdam, DE-CIX a Francoforte).
Un Internet Exchange Point (IXP) è un'infrastruttura fisica e un quadro contrattuale che consente a diversi operatori di rete di scambiare traffico Internet. Riduce i costi di transito, migliora le performance locali e aumenta la resilienza della rete. Il peering diretto tra operatori su uno stesso IXP è più efficiente rispetto all'instradamento del traffico attraverso backbone terzi.
I data center come nodi infrastrutturali
I data center non sono solo edifici con server: sono nodi critici dell'infrastruttura di rete. I carrier hotel e i data center di co-location ospitano l'equipaggiamento di routing e switching degli operatori, i PoP (Point of Presence) e le connessioni fisiche verso altri operatori.
In Italia la concentrazione di data center è maggiore nell'area metropolitana milanese, dove si trovano strutture di operatori internazionali come Equinix e CyrixData, oltre a data center degli operatori nazionali. Roma, Torino e le aree portuali (Genova, Palermo, Catania) ospitano nodi secondari rilevanti per la connettività internazionale via cavo sottomarino.
I cavi sottomarini e la connettività internazionale
L'Italia è attraversata o collegata a diversi cavi sottomarini in fibra ottica che garantiscono la connettività con l'Europa, il Nord Africa e il Medio Oriente. I punti di approdo dei cavi si trovano principalmente in Sicilia (Palermo, Mazara del Vallo) e in Liguria.
I cavi sottomarini sono l'infrastruttura fondamentale del traffico Internet internazionale: trasportano la quasi totalità del traffico dati intercontinentale, mentre i satelliti coprono le zone non raggiungibili via cavo e alcune applicazioni specializzate.
Resilienza e ridondanza
Un backbone robusto è progettato con ridondanza: più percorsi fisici alternativi garantiscono che un guasto su una tratta non interrompa il traffico. Gli operatori realizzano topologie ad anello o mesh che permettono il rerouting automatico del traffico in caso di interruzione su una sezione.
In Italia, alcune aree geografiche — in particolare le isole e le zone montuose — presentano percorsi di rete con meno ridondanza fisica rispetto alle aree metropolitane continentali. Questo rappresenta un elemento di vulnerabilità infrastrutturale che i piani di sviluppo della rete tengono in considerazione.
Rete di backhauling per il mobile
Il backbone non serve solo gli utenti fissi: è anche il fondamento del backhauling delle reti mobili. Ogni stazione radio base (BTS, eNodeB, gNB) deve essere collegata alla rete di trasporto con un link ad alta capacità, che può essere fisso (fibra) o a microonde (ponti radio).
Con il 5G, i requisiti di backhauling sono aumentati sia in termini di capacità sia di latenza. Le connessioni in fibra verso le stazioni radio base diventano progressivamente standard in sostituzione dei ponti radio tradizionali.