Le bande di frequenza del 5G in Italia
Il 5G opera su tre distinte gamme di frequenza, ciascuna con caratteristiche fisiche specifiche che ne determinano l'uso ottimale:
- Sub-1 GHz (700 MHz): ottima propagazione del segnale, adatta a coprire grandi aree geografiche e ambienti interni. Capacità trasmissiva limitata rispetto alle bande superiori.
- Mid-band (3,5–3,8 GHz, detta anche "banda C"): il principale vettore del 5G in Italia. Buon equilibrio tra copertura e capacità. Oggetto dell'asta del 2018.
- mmWave (26–28 GHz): altissima capacità e latenza minima, ma raggio di copertura molto ridotto (centinaia di metri). Adatta a venue ad alta densità (stadi, stazioni, aeroporti).
L'asta delle frequenze del 2018
Nel settembre 2018, il Ministero dello Sviluppo Economico ha condotto l'asta per l'assegnazione delle frequenze 5G. I quattro principali operatori — TIM, Vodafone, WindTre e Iliad — si sono aggiudicati blocchi di frequenze nelle bande 700 MHz, 3,7 GHz e 26 GHz per un totale complessivo di proventi superiore ai 6 miliardi di euro, tra i più elevati in Europa.
L'assegnazione prevedeva obblighi di copertura: gli operatori si sono impegnati a coprire una quota definita di popolazione entro scadenze concordate con il Ministero.
L'AGCOM monitora il rispetto degli obblighi di copertura e pubblica periodicamente i dati sulla diffusione delle reti mobili. Le verifiche tecniche vengono effettuate dall'ISCOM (Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione).
Architettura NSA e SA
Il 5G può essere implementato secondo due architetture principali:
- NSA (Non-Standalone): la rete 5G NR (New Radio) viene aggiunta sopra il core network 4G esistente (EPC, Evolved Packet Core). È la modalità di lancio iniziale, che permette di sfruttare l'infrastruttura 4G già presente. Riduce i tempi di deployment ma non abilita tutte le funzionalità avanzate del 5G.
- SA (Standalone): il 5G NR opera con un core network nativo 5G (5GC). Abilita le funzionalità avanzate come il network slicing, la latenza ultra-bassa (URLLC) e le comunicazioni massive di dispositivi IoT (mMTC). Richiede un investimento infrastrutturale più significativo.
In Italia il deployment iniziale degli operatori è avvenuto in modalità NSA. La migrazione verso architetture SA è un processo in corso nel settore.
Densificazione della rete e small cell
Le frequenze mid-band e mmWave del 5G hanno celle di copertura più piccole rispetto al 4G. Questo richiede un aumento significativo del numero di siti radio, incluse le cosiddette small cell: antenne di piccole dimensioni installate su pali, edifici, lampioni, o infrastrutture urbane.
In Italia, il processo di densificazione richiede autorizzazioni comunali per ogni nuovo sito. I procedimenti autorizzativi rappresentano uno dei principali fattori che influenzano i tempi di deployment nelle aree urbane. Il Codice delle Comunicazioni Elettroniche (D.lgs. 207/2021) ha introdotto misure per semplificare e accelerare le procedure.
Sharing dell'infrastruttura
Per ridurre i costi di deployment, gli operatori italiani ricorrono in misura crescente alla condivisione dell'infrastruttura passiva (torri, shelter, alimentazione) e, in alcuni casi, attiva. INWIT (Infrastrutture Wireless Italiane) e Cellnex Italia sono i principali operatori di torri indipendenti nel paese.
La condivisione delle torri consente a più operatori di installare le proprie apparecchiature radio sullo stesso sito, riducendo l'impatto ambientale e visivo delle infrastrutture.
INWIT (Infrastrutture Wireless Italiane) è uno dei principali towerco in Italia, nato dalla fusione degli asset di torri di TIM e Vodafone. Gestisce migliaia di siti su tutto il territorio nazionale e ne ospita le apparecchiature di diversi operatori in co-locazione.